Allarme “ThisCrush”: il nuovo social network dove gli adolescenti vengono insultati e denigrati, volontariamente

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tratto da Vistanet

In principio erano i giochi come: “Non si muove una foglia, non si vedono i denti” o “Zacca e poni” molto popolari tra gli adolescenti in cui, partecipando, oltre a qualche risata era possibile “buscare” anche schiaffi sonori. Tuttavia era così, nelle piazze si giocava, si rideva, si tornava a casa con il collo o le mani un po’ arrossate.

Oggi nell’era del Web 3.0 le dinamiche sono cambiate, si sono evolute, e spesso, al posto della piazza nel quartiere, i giochi si fanno in rete, all’interno di qualche social network. Questo è il caso di “ThisCrush” , social network di ultima moda tra gli adolescenti di Cagliari e dintorni, dove una volta iscritti, si viene ricoperti di insulti a sfondo sessuale e diffamatorio.

A spiegare le dinamiche del fenomeno è il Dottor Luca Pisano, psicoterapeuta, CEO e founder presso l’Osservatorio nazionale Cybercrime: «Gli adolescenti tra i 12 e i 16 anni hanno effettuato una vera e propria migrazione dal social network “Ask” al social network “ThisCrush”». “Ask” , come suggerisce il nome stesso, è un social basato sulle interazioni fatte di domande e risposte da parte degli utenti. «Una volta creato l’account su “ThisCrush” gli adolescenti inseriscono il link nella loro biografia di Instagram», continua il Dottor Pisano riferendosi al popolare social network dedicato alla fotografie. «E così ha inizio una vera e propria “gogna” mediatica, gli adolescenti ricevono centinaia e centinaia di insulti, quasi sempre in forma anonima» . Ma il procedimento non finisce qui. Siccome ThisCrush non prevede la possibilità di rispondere direttamente sulla piattaforma, gli utenti eseguono uno screenshot dell’insulto, lo postano sulle stories del loro account Instagram (che si auto-cancellano ogni 24 ore) dove può continuare la scambio verbale poco ortodosso, essendo possibile rispondere direttamente ad ogni singola storia. Ciò che fa riflettere è che i ragazzi scelgono volontariamente di iscriversi a questo social.

«Il fenomeno è stato intercettato dai genitori digitali, un gruppo di circa 250 genitori formati adeguatamente per riconoscere i pericoli della rete» racconta Pisano. «E ciò che ora è importante, ai fini di bloccare questa moda ed impedire che dilaghi e si diffonda, è prima di tutto allertare gli altri genitori affinché siano consapevoli del fenomeno».

Ancora più importante però, raccomanda il Dottor Pisano, è monitorare costantemente i propri figli e le loro attività nella rete, infatti: «Per educare non è sufficiente comunicare. È anche necessario controllare» che, attenzione, è ben diverso da «Spiare». Le nuove tecnologie in cui oggi siamo immersi fino al midollo e con cui entriamo in contatto fin da giovanissimi necessitano di consapevolezza, di conoscenza e di controllo. Solo così la rete potrà essere utilizzata come alleata e non come strumento per ferire e, purtroppo, essere feriti. Ogni giorno è necessario chiedersi: «Sono consapevole del mezzo che sto utilizzando? Sono consapevole dei mezzi tecnologici che mio figlio utilizza e dei suoi comportamenti all’interno della rete?»

Come le nostre mamme e i nostri papà ci controllavano dal balcone mentre giocavamo nelle piazze del quartiere, oggigiorno questi controlli dovranno essere i medesimi, solo che le piazze saranno quelle virtuali, le piazze 3.0 .

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