In questo articolo uso il termine simbolo nella sua accezione più ampia e basilare: un simbolo è qualcosa che, per qualcuno, sta per (rappresenta) qualcos’altro. Il simbolo così definito ha un carattere intersoggettivo (il simbolo è condiviso socialmente con le altre persone) ed è dipendente dalla prospettiva (ciascun simbolo rispecchia un modo particolare di concepire un certo fenomeno) Da questo punto di vista, hanno una natura simbolica non solo i segni linguistici, ma anche gli oggetti privi di un’utilità pratica diretta, quali ad esempio gli ornamenti
Per capire quanto siano importanti le immagini per noi bisogna fare riferimento ad una teoria famosa tra chi studia il genere umano che spiega perché subiamo una così forte fascinazione nel confronto delle immagini.
Pensiero simbolico
Si tratta di un’espressione un po’sbrigativa per indicare la nostra capacità di suddividere mentalmente il mondo intorno a noi in un immenso vocabolario di simboli intangibili. I simboli possono poi essere combinati nella nostra mente , secondo regole che ci permettono di formulare un numero illimitato di di immagini a partire da un numero finito di elementi. Usando questo vocabolario e queste regole possiamo produrre versioni o spiegazioni alternative del mondo (e di noi stessi). Questa capacità simbolica esclusiva sta alla base della rappresentazione interiorizzata di se stessi espressa nel peculiare senso umano del se.l
La teoria del pensiero simbolico
Questa teoria dice che la vera differenziazione tra noi e gli altri animali, comprese anche le scimmie antropomorfe, consiste nella nostra capacità, unica tra le specie, di manipolare simbolicamente le informazioni. Siamo in grado cioè di attribuire valore e significato non solo a materiale concretamente esistente ma possiamo anche attribuire valore o significato a concetti astratti.che rappresentiamo con simboli.
Un universo di simboli
L’uomo è in grado di creare nuovi simboli per uso proprio e utilizzarne di comuni, universalmente conosciuti. Siamo in grado di accostare serie infinite di simboli nella nostra mente, creando ipotesi e speculazioni, sia su possibili eventi concreti ( una possibile azione di caccia da concordare) come in merito a speculazioni astratte (formule matematiche e fisiche).
Questo modo di fare contrassegna la nostra specie già dal suo primo apparire, ne sono esempi eclatanti le pitture rupestri lasciate dai Cro-Magnon, la prima popolazione di homo abilis arrivata in europa, sulle pareti delle grotte di Lascaux e Altamira. Subito dopo la scoperta si faticò molto a credere che quelle splendide opere potessero essere state realizzate da un’antica popolazione di cacciatori raccoglitori, ma numerosi ritrovamenti simili effettuati negli anni successivi, confermarono l’ipotesi originaria. Queste sono tra le più antiche e famose rappresentazioni simboliche di cui oggi possiamo solamente ipotizzare il significato (ipotesi da internet).
Noi ancora oggi però istintivamente sentiamo che quelle immagini non sono state realizzate a fini documentaristici da un Piero angela dell’età della pietra ma hanno un significato simbolico molto forte. Possono, per esempio, essere state utilizzate durante riti propiziatori.
Quelle figure di animali ancora oggi hanno un significato, magari dimenticato dall’uomo del XXI secolo ma che ancora tocca la nostra sensibilità ed è proprio per questo che sono tanto “belle”. Tanto da far affermare a Picasso che i pittori del tempo delle glaciazioni gli avevano lasciato ben poco da inventare.
