In questi giorni è stato lanciato DeepL, piattaforma di proprietà dell’omonima azienda che – proprio grazie all’utilizzo delle reti neurali – offre un servizio di traduzione online molto competitivo. Dopo un po’ di test (effettuati esclusivamente nella traduzione di testo dall’inglese all’italiano) , si può affermare con ragionevole certezza che DeepL è un buon servizio e che l’intelligenza artificiale su cui è basato il suo algoritmo migliorerà ulteriormente i risultati.
DeepL è un nuovo traduttore gratuito, realizzato da Gereon Frahlin e Leo Fink, che si propone come valido rivale dei corrispettivi servizi di Google (e Facebook). Anzi, i suoi creatori sostengono essere migliore: grazie al deep learning e alle reti neurali sarebbe in grado di «superare le barriere linguistiche per poter avvicinare le culture tra loro». L’abbiamo provato e messo a confronto con Google Translator. Ecco la trascrizione in italiano fatta da Deep L a partire dall’inglese: a parte un piccolo errore («liberato acqua» al posto di «rilasciato acqua») il testo è piuttosto scorrevole.
DeepL ha fatto sapere che nel corso dei blind test che hanno messo a confronto DeepL Translator con la concorrenza «i traduttori hanno preferito i risultati di DeepL con un fattore di 3:1. Anche i test automatizzati lo confermano. Nel campo della traduzione automatica, lo standard di riferimento per valutare le prestazioni di un sistema è il punteggio BLEU (Bilingual evaluation understudy) che confronta i testi tradotti meccanicamente con quelli prodotti da un traduttore. DeepL Traduttore ha battuto il record nei punteggi BLEU».
